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Patologie cardiache. Il Dott. Gaetano Contegiacomo: “la cura dei pazienti comincia dalla prevenzione”

Il tema relativo alla cura delle patologie cardiache è sempre più al centro dell’attenzione non soltanto medica ma anche sociale. Ne parliamo con il dott. Gaetano Contegiacomo, responsabile della cardiologia interventistica e del laboratorio emodinamica della clinica “Mater Dei” di Bari e che opera presso il centro Polimedico “Eira”.

Sul tema delle patologie vascolari, il dott. Contegiacomo è un importante referente nazionale ed internazionale, in modo particolare per quanto concerne le angioplastiche coronariche e vascolari e del trattamento delle patologie valvolari per via percutanea (stenosi valvolare aortica).

La stenosi valvolare aortica è una patologia che dopo i 75 anni si può curare anche per via percutanea (non a cuore aperto) – spiega il dott. Contegiacomo. La prevenzione, per tutte le forme di cardiopatie, è sempre il primo elemento da tenere in considerazione. E’ chiaro che molte patologie cardiache sono a carico di persone molto anziane ma l’opera di prevenzione deve cominciare con l’adozione di corretti stili di vita.

Il dott. Contegiacomo è presente settimanalmente presso il Centro Polimedico Eira.

L’aspetto importante su cui è bene soffermarsi è quello relativo alla soluzione di queste problematiche. Presso il Centro Polimedico Eira – prosegue il dott. Contegiacomo – i pazienti sono accompagnati lungo un percorso completo finalizzato alla risoluzione delle eventuali patologie che potrebbero essere riscontrate e, per tale ragione, è importante seguire i pazienti fino alla risoluzione delle loro patologie cardiache.

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OZONO L’AZIONE TERAPEUTICA

 L’ossigeno-ozonoterapia è un trattamento che può essere praticato solo ed esclusivamente da un medico abilitato attraverso i corsi SIOOT o i master dell’Università di Pavia o dell’Università UniCamillus di Roma.  Si basa sull’impiego di una miscela di ozono e ossigeno che, alle corrette concentrazioni,  svolge un effetto antidolorifico, antinfiammatorio,  antibatterico, antivirale, fungicida e rivitalizzante dei tessuti. Sostiene inoltre il lavoro del sistema immunitario e, più in generale, svolge un’azione antinvecchiamento che si riflette sia sull’aspetto fisico, grazie a un miglioramento della compattezza e della tonicità della cute, sia sullo stato di salute di organi e apparati.

Proprio grazie alle sue numerose proprietà consente di ottenere benefici su qualunque malattia determini infiammazione e dolore. In particolare, dà ottimi risultati su tutte le forme di mal di schiena, anche causato da ernie, protrusioni, compressioni radicolari e sulle patologie dolorose che coinvolgono le articolazioni, a partire dall’artrosi. Trova applicazione, assicurando benefici anche nelle fibromialgie, serve a contrastare la cellulite, si rivela risolutiva per risolvere le inestetiche teleangectasie (capillari che si evidenziano sulla superficie della pelle).

In pratica

Effetti dell’ozonoterapia attraverso le varie vie di somministrazione:

  • Antiinfiammatorio
  • Antibatterico
  • Antivirale
  • Antifungino
  • Antidolorifico
  • Antiedemigeno (contro i gonfiori)
  • Anti cellulite
  • Anti-aging
  • Antiulcerazioni
  • Cicatrizzante
  • Rivitalizzante
  • Lipolitico (scioglie i grassi)
  • Stimolatore delle endorfine (sostanze del benessere)
  • Sostenitore del sistema immunitario

Quando no

L’ozonoterapia è controindicata, in particolare se impiegata per auto-emoinfusione, in questi casi:

  • gravidanza;
  • ipertiroidismo
  • favismo
  • epilessia

Per saperne di più sulle patologie curabili con l’ossigeno-ozonoterapia, consultare le INDICAZIONI CLINICHE riportate qui sotto.

ARTICOLAZIONI – LOMBOSCIATALGIA- ERNIA DISCALE – DOLORE

  1. Artrite reumatoide
  2. Artrosi rachide dorso-lombare
  3. Contratture dorsali-lombari con trattamento sottocutaneo
  4. Coxartrosi
  5. Discopatie cervicali con trattamento sottocutaneo
  6. Discopatie dorsali con trattamento sottocutaneo
  7. Discopatie lombari
  8. Edema della spongiosa
  9. Epicondilite
  10. epicondilite – tendinite dei muscoli flessori da sovrautilizzo
  11. Fascite plantare
  12. Gonartrosi
  13. Gonartrosi trattamento intrarticolare
  14. Periatrite scapolo omerale sottocutanee
  15. Periatrite scapolo omerale intrarticolare
  16. Pubalgia
  17. Riparazione ossea
  18. Sindrome della bandelletta ileotibiale
  19. Sindrome del muscole periforme
  20. Sofferenza cuffia rotatori
  21. Spina calcaneare
  22. Tunnel carpale
  23. Tendinopatia sovraspinato
  24. Tendinosi rotulea
  25. Tendinosi achillea
  26. Trattamento dei punti locodolenti per via sottocutanea

VASCOLARE

  1. Arteriopatie i stadio
  2. Arteriopatie ii stadio
  3. Arteriopatie iii stadio
  4. Arteriopatie iv stadio
  5. Emorroidi
  6. Linfedema
  7. Maculopatia degenerativa secca
  8. Pazienti dializzati
  9. Tromboflebiti recenti
  10. Ulcere varicose

NEURO VASCOLARE

  1. Cefalee a grappolo vasomotorie
  2. Demenza vasculopatica
  3. Morbo di parkinson
  4. Nevralgia del trigemino
  5. Sclerosi multipla
  6. Depressione

INFEZIONI

  1. Clostridium difficilis
  2. Covid 19 paziente terapia ospedaliera
  3. Covid 19 domiciliare
  4. Epatopatie
  5. Epstein barr
  6. Herpes simplex
  7. Herpes zoster
  8. Infezioni antibiotico resistenti ( protocolli ospedalieri )
  9. Infezioni post protesi
  10. Onicomicosi
  11. Post Covid-19
  12. Morbo di Still

MEDICINA GENERALE

  1. Acne / foruncolosi
  2. Allergie
  3. Alopecia
  4. Artrite psoriasica
  5. Asma
  6. Candidosi orale
  7. Cistite interstiziale
  8. Colite spastica
  9. Colite Ulcerosa
  10. Dismetabolismi sblocchi metabolici
  11. Dolicomegacolon
  12. Eczemi anali
  13. Gastrite cronica
  14. Ipertrofia Prostatica
  15. Lichen planus erosivo
  16. Miastenia
  17. Orzaiolo
  18. Principio Ossidativo
  19. Proctiti
  20. Recupero post infartuale
  21. Riniti (allergie vasomotorie)
  22. Stipsi
  23. Terapia compassionevole durante chemioterapia e radioterapia
  24. Terapia di base e supporto di terapie immunologiche

MEDICINA ESTETICA 

  1. Capillari
  2. Cellulite
  3. Rughe

 

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PCOS: Quando la disfunzione ormonale riflette la disfunzione metabolica

Sindrome dell’Ovaio Policistico – PCOS

La più comune endocrinopatia femminile Colpisce 1 donna su 10 in età fertile

 

Cos’è la PCOS

  • Disordine ormonale e metabolico cronico
  • Non è “cisti alle ovaie”, ma un insieme di sintomi
  • Causa: insulino-resistenza + eccesso di androgeni + predisposizione genetica

 

Diagnosi – Criteri di Rotterdam

Servono almeno 2 su 3, escludendo altre cause:

  • Oligo/anovulazione: cicli >35 gg o <8 cicli/anno, amenorrea
  • Iperandrogenismo: clinico = acne, irsutismo, alopecia. O biochimico = testosterone alto
  • Ovaie policistiche in eco: ≥20 follicoli 2-9 mm per ovaio e/o volume >10 ml

Nota: l’eco da sola NON basta per diagnosi

 

Sintomi principali

  • Ciclo irregolare o assente
  • Irsutismo: peli su viso, petto, addomeAcne persistente in età adulta
  • Alopecia androgenetica
  • Aumento di peso con grasso addominale
  • Infertilità da mancata ovulazione
  • insulino-resistenza

 

Fenotipi PCOS

Fenotipo A: completo. Cicli irregolari + iperandrogenismo + eco PCOS

Fenotipo B: cicli irregolari + iperandrogenismo. Eco normale

Fenotipo C: ovulatorio. Iperandrogenismo + eco PCOS. Cicli regolari

Fenotipo D: non iperandrogenico. Cicli irregolari + eco PCOS

 

Rischi a lungo termine

  • Diabete tipo 2: 40% lo sviluppa entro i 40 anni
  • Sindrome metabolica: ipertensione, colesterolo alto, steatosi epatica
  • Malattie cardiovascolari
  • Iperplasia/cancro endometriale se amenorrea prolungata
  • Apnee notturne, depressione, ansia

 

PCOS : quando la disfunzione ormonale riflette la disfunzione metabolica.

L’insulino-resistenza come motore della cascata endocrina

 

PCOS NON È SOLO UNA MALATTIA GINECOLOGICA

-Definizione Rotterdam: SERVONO 2 SU 3 → CICLI IRREGOLARI, IPERANDROGENISMO, OVAIE POLICISTICHE

-ma il 70-80% delle PCOS ha anche insulino-resistenza, indipendente dal peso

-concetto chiave: l’alterazione metabolica precede e causa quella ormonale

 

Il circolo vizioso metabolico-ormonale : Grafico a cascata:

  1. Insulino-resistenza → iperinsulinemia compensatoria
  2. Insulina alta stimola le cellule della teca ovarica → ↑ androgeni
  3. Insulina alta riduce SHBG nel fegato → ↑ testosterone libero attivo
  4. Androgeni alti peggiorano distribuzione del grasso viscerale → ↑ insulino-resistenza

Risultato: ciclo che si autoalimenta

 

Insulina: l’ormone ponte tra metabolismo e ovaio

 

  • L’ovaio PCOS resta sensibile all’insulina anche quando muscolo e fegato sono resistenti.
  • L’insulina agisce come co-gonadotropina: potenzia l’effetto dell’LH sulle cellule tecali.
  • Evidenza: ridurre insulina con metformina o dieta migliora ovulazione e iperandrogenismo.

 

Conseguenze metaboliche della PCOS

Non solo peli e acne. Rischio a 10-20 anni:

“Disturbo”                                                             “Rischio vs donna sana”

Diabete tipo 2                                                       x 4

Sindrome metabolica                                              x 3

Steatosi epatica NAFLD                                    40-70% delle PCOS

Malattie cardiovascolari                                   + 2 volte

Apnee notturne                                                  x 5-10 se obesità

 

   Fenotipi PCOS: il peso del metabolismo

Fenotipo A/B: classico. Cicli irregolari + iperandrogenismo. Quasi sempre insulino-resistenti

Fenotipo C: ovulatorio. Iperandrogenismo + eco PCOS. Insulino-resistenza nel 60%

Fenotipo D: non iperandrogenico. Cicli irregolari + eco PCOS. Metabolismo spesso normale

MESSAGGIO: PIÙ È PRESENTE L’IPERANDROGENISMO, PIÙ È FORTE LA COMPONENTE METABOLICA

 

Diagnosi: cercare la disfunzione metabolica Oltre agli ormoni, chiedere sempre:

  1. OGTT 75g con insulina: gold standard per insulino-resistenza
  2. HOMA index: glicemia x insulina / 405. Patologico se >2.5
  3. Profilo lipidico: HDL basso, trigliceridi alti tipici
  4. Circonferenza vita: >80 cm = rischio viscerale
  5. Transaminasi + eco fegato: screening NAFLD

 

Terapia: rompere il circolo alla radice
Target primario = Insulino-resistenza

  1. Stile di vita: calo 5-10% del peso ripristina ovulazione nel 70% dei casi.  Dieta a basso IG +attività fisica
  2. Metformina: riduce iperinsulinemia → calano androgeni, tornano cicli
  3. Inositolo: Myo+D-chiro 40:1. Migliora sensibilità insulinica, ovulazione
  4. GLP-1 agonisti: per PCOS con obesità. Calo peso + miglioramento ormonale, ( farmaci che imitano l’ormone intestinale naturale potenziano la produzione di insulina riducono il glucagone e rallentano lo svuotamento gastrico : Ozempic Wegovy Moujaro)

 

Take Home Messages

  1. PCOS = malattia metabolica con espressione riproduttiva
  2. L’ iperinsulinemia è il motore dell’iperandrogenismo
  3. Curare solo l’ovaio senza curare il metabolismo = fallimento a lungo termine
  4. Screening metabolico obbligatorio alla diagnosi e ogni 1-3 anni
  5. Trattare la causa, non solo il sintomo

Pillola e metabolica: amica o nemica?

  • Pro: regolarizza ciclo, protegge endometrio, riduce androgeni
  • Contro: alcune pillole peggiorano lievemente insulino-resistenza e profilo lipidico
  • Scelta: preferire estroprogestinici a basso impatto metabolico. Non usare la pillola come unica terapia se c’è sindrome metabolica

 

Dott.ssa Angela Santoro
Specialista In Ginecologia E Ostetricia
Indirizzo In Fisiopatologia Della Riproduzione Umana
D. M.  U.O.C. Ginecologia Ostetricia –Monopoli-Putignano

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Dott. Ortolano: Prevenire le patologie del ginocchio e del piede attraverso il movimento quotidiano

Negli ultimi anni la popolazione sportiva è andata sempre più aumentando così come l’età in cui si pratica sport. Per tale motivo le patologie traumatiche e degenerative degli arti inferiori soprattutto ginocchio e caviglia, sono sempre più diffuse, non solo nei soggetti giovani ma anche nelle persone che anno superato i così detti “anta”. Nè parliamo con il dott. Vito Ortolano presente presso il Centro Polimedico Eira.

Di cosa si occupa in maniera particolare?

La mia attenzione si concentra principalmente sulla chirurgia del ginocchio e del piede. Più in particolare, le problematiche traumatologiche del ginocchio ovvero patologie meniscali e legamentose. Questi ambiti, chiaramente, riguardano gli sportivi, professionisti e non. Altro importante capitolo è quello delle patologie degenerative, la classica artrosi, che colpisce le persone più in là con gli anni.  In ogni caso qualsiasi essa sia la patologia va studiata tramite una visita medica specialistica, coadiuvata da esami strumentali consigliati in modo mirato dallo specialista al fine di ottenere una terapia migliore possibile per ogni singolo caso.

Per quanto riguarda la patologia del piede mi occupo soprattutto delle problematiche dell’avampiede, ovvero alluce valgo, dita a martello ed alluce rigido, lì dove è possibile, applico la chirurgia percutanea con grande soddisfazione da parte del paziente per la rapidità sia dell’intervento stesso che per la ripresa delle attività quotidiane con un minimo dolore.

Anche in questo settore della medicina è fondamentale la prevenzione. Che tipo di consigli possiamo dare ai nostri lettori?

Intanto, è fondamentale avere uno stile di vita sano. Questo comincia da una corretta alimentazione, elemento che contribuisce a mantenere un giusto peso corporeo. Avere una giusta fisicità aiuta ad alleggerire il peso sulle ginocchia e caviglia stressando così il meno possibile le articolazioni. E’ chiaro che per chi pratica sport è fondamentale avere una preparazione al gesto atletico e ciò si ottiene con un costante allenamento delle articolazioni e della muscolatura. Per tutti vale sempre la regola che un’attività fisica quotidiana è importante. Questo comincia per esempio dal semplice gesto di salire le scale, cosa che tiene in ottimo stato di salute sia l’apparato muscolo-scheletrico che quello cardiovascolare.

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Intervista al dottor Michele Giannattasio

Quanti sono in Italia i pazienti con Insufficienza renale cronica (IRC) che può portare alla dialisi?

Il numero di pazienti con IRC è in rapida espansione per l’aumento della vita media della popolazione generale. Il fenomeno é di dimensioni tali da costituire un problema maggiore di salute pubblica, definibile una vera e propria epidemia. La sindrome metabolica, caratterizzata da ipertensione arteriosa, diabete mellito, dislipiidemia ed obesità, rappresenta il principale fattore  di questa epidemia.

 

Le malattie renali quali sintomi comportano?

Molto spesso le malattie renali sono senza sintomi o con pochi e sfumati sintomi che spesso possono essere trascurati. E’ quindi importante la prevenzione attraverso una diagnosi precoce delle nefropatie guaribili o curando quelle croniche, non guaribili, per rallentare il più possibile la progressione verso la dialisi

Per la prevenzione dell’insufficienza renale  é indispensabile mettere in campo vaste politiche di screening  e trattamento precoce dei fattori  di rischio. I risultati degli studi  di prevenzione indicano  che l’efficacia  degli interventi  é ridotta  se messa in campo nella fase più avanzata della IRC. Per questo gli interventi di prevenzione devono essere precoci.

 

Come è possibile rallentare il più possibile la progressione delle nefropatie croniche, non guaribili ma curabili, per evitare la dialisi

Controllando meglio tutti i fattori di rischio tradizionali e specifici della IRC.. Tra questi, il controllo ottimale della pressione arteriosa, della dislipidemia, del peso corporeo e del controllo glicemico, dell’anemia, etc mediante l’utilizzo di approcci polifarmacologici.

Il problema dei fattori di rischio multipli ha implicazioni non solo per l’apparato cardiovascolare ma anche per il rene. Infatti negli individui senza fattori di rischio tradizionali l’insufficienza renale é molto rara, meno dell’1%, mentre la frequenza di questa malattia cresce in misura molto spiccata raggiungendo la frequenza del 9% nei soggetti che hanno 5 fattori di rischio.

 

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Accertamento dei requisiti di idoneità per i concorsi nelle forze armate

Al Centro Polimedico EIRA la dottoressa Luciana D’AGOSTINO Biologa Nutrizionista effettua l’accertamento dei requisiti di idoneità per i concorsi nelle forze armate, nello specifico:

  • “Composizione corporea”: massa grassa
  • “Massa metabolicamente attiva”
  • “Forza Muscolare”

 

Per quanto attiene ai requisiti da accertare, al candidato sono richiesti, a pena di inidoneità:

  • Sana e robusta costituzione fisica
  • Composizione corporea: percentuale di massa grassa nell’organismo non inferiore al 7% e non superiore al 22% per i candidati di sesso maschile, e non inferiore al 12% e non superiore al 30% per le candidate di sesso femminile
  • Forza muscolare: non inferiore a 40 kg per i candidati di sesso maschile, e non inferiore a 20 kg per le candidate di sesso femminile
  • Massa metabolicamente attiva: percentuale di massa magra teorica presente nell’organismo non inferiore al 40% per i candidati di sesso maschile, e non inferiore al 28% per le candidate di sesso femminile
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ISTEROSCOPIA OPERATIVA : Casi clinici Dott.ssa Angela Santoro

 

 

LA CHIRURGIA ISTEROSCOPICA AMBULATORIALE O OFFICE SURGERY HYSTEROSCOPY SI AVVALE ORMAI DA ALCUNI ANNI DI TECNICA E STRUMENTAZIONE SPECIFICA CHE NE HANNO PROGRESSIVAMENTE ESTESO UTILIZZO ED INDICAZIONI FINO A PERMETTERE L’ESECUZIONE DI CIRCA IL 60% DEGLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ISTEROSCOPICA.

QUI  DI SEGUITO MOSTRIAMO IMMAGINI ISTEROSCOPICHE DI ALCUNI CASI CLINICI DI PATOLOGIE ENDOCAVITARIE (polipi miomi sinechie) TRATTATI  IN  OFFICE SURGERY HYSTEROSCOPY, MEDIANTE L’USO DI ISTEROSCOPIO 4 MM DOTATO DI CAMICIA OPERATIVA , ELETTRODO BIPOLARE  E SOLUZIONE FISIOLOGICA COME MEZZO DI DISTENSIONE

L’USO DELL’ELETTRODO BIPOLARE GARANTISCE L’ASSENZA DI RISCHIO DI DISPERSIONE DI CORRENTE, RIDOTTO RISCHIO DI INTRAVASAZIONE, BASSO RISCHIO DI LESIONI IATROGENE TERMICHE, BUONA EMOSTASI CON SCARSA O ASSENTE DISTRUZIONE DI TESSUTO.

Di seguito, alcuni casi clinici

 

 

         

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Le Patologie cardiache: intervista al dott. Gaetano Contegiacomo

 

Il dott. Gaetano Contegiacomo è il cardiologo che riceve presso il nostro centro polimedico. Ve lo presentiamo in questa intervista in cui ci parla di alcune patologie ricorrenti tra i pazienti. Il dott. Contegiacomo, attualmente, è Co-direttore dei Laboratori di Emodinamica del gruppo “GVM Care & Research” Area Bari presso le Cliniche “Anthea”, “Santa Maria” e “Villa Lucia” a Conversano (Ba).

Sono un cardiologo che si occupa di attività interventistica da più di 20 anni. Più in particolare, mi occupo del trattamento di patologie cardiache e vascolari nelle quali è possibile un trattamento correttivo non di tipo chirurgico ma di tipo percutaneo, cioè non invasivo. Stiamo parlando di patologie coronariche ovvero infarto acuto, angina stabile o instabile. Mi occupo anche di patologie vascolari. In questo caso, si tratta dei restringimenti delle carotidi (arterie che portano il sangue al cervello), le patologie arteriose e aterosclerotiche delle arterie degli arti inferiori che solitamente danno la difficoltà a camminare e che possono portare anche all’amputazione. Inoltre, mi occupo di patologie dell’aorta addominale soprattutto gli aneurismi dell’aorta che vengono curati con trattamenti endovascolari detti “Evar” o endoprotesi dell’aorta addominale. Infine, vi è il mio cavallo di battaglia da dieci anni ovvero il trattamento della stenosi valvolare aortica dell’anziano. E’ una patologia che interessa fino al 3% della popolazione, è trattata chirurgicamente ma ove non sia possibile perché il rischio è elevato, è possibile trattarla con un trattamento endovascolare attraverso un accesso percutaneo (TAVI). Sono anche impegnato in trattamenti correttivi, alcuni dei quali a carattere sperimentale, su altri apparati valvolari in modo particolare sulla valvola mitrale

Ci sono delle fasce d’età particolari che riguardano tali patologie?

Il coronarico è dedicato a tutte le fasce d’età. Per la cardiopatia ischemica si va da una età minima di 30-35 anni  fino ai 90 anni ed oltre. Poi ci sono patologie che sono per lo più appannaggio degli ultraottantenni, come le valvulopatie degenerative

 

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La corretta alimentazione nei giorni di festa: intervista alla dott.ssa Luciana D’Agostino

Arrivano le feste di Natale e, con esse, le grandi abbuffate a tavola che bisogna gestire con molta attenzione. Ne parliamo con la nutrizionista biologa dott.ssa Luciana D’ Agostino, presente presso il nostro Centro Polimedico.

 

Allora, dottoressa. Come dobbiamo comportarci a tavola in questi giorni di festa?

 

Le grandi abbuffate, è chiaro, non fanno altro che peggiorare la nostra condizione fisica danneggiando la nostra salute determinando così dei chili in eccesso. E’ tuttavia importante non rinunciare alle nostre tradizioni che accompagnano le nostre feste natalizie, con dolci tipici e varie leccornie che allietano il nostro palato e permettono la di riunire la nostra famiglia.

Come evitare di assumere delle calorie in eccesso?

E’ importante pensare a queste feste come sei giorni di festa canonici. Se fossero solo sei giorni, il danno non si porrebbe. Il problema è che le feste non si riducono ai sei giorni ma ad un lungo periodo con tanti dolci proposti sui nostri banchi già nei primi giorni di dicembre fino a metà gennaio in quantità superiori. Ci si precipita a comprare questi cibi, che sono inusuali per la nostra alimentazione quotidiana mangiando per un periodo molto più lungo. Così facendo, non ci si accorge delle calorie che assumiamo, rischiando di farci prendere tre o quattro chili a fine periodo festivo. Dobbiamo racchiudere il tutto nei giorni di festa, considerando che possono anche arrivare a 3000 o 4000 mila chilocalorie se consideriamo anche i panettoni e gli spumanti. Inoltre, ci sono gli extra fuori pasto che ammazzano la salute. Penso al cioccolato, al torrone, ai salumi. Il consiglio è quello di limitare e iniziare con la nostra festa il 24 Dicembre, di rispettare il nostro bisogno calorico quotidiano. Con una alimentazione quotidiana corretta e non improvvisata. Per tale ragione, bisogna conoscere il nostro fabbisogno calorico quotidiano con una alimentazione prescritta da specialisti. Cerchiamo di festeggiare in modo coscienzioso, senza rinunciare ai nostri giorni di feste. Rispettiamo inoltre i cinque pasti al giorno, mantenendo così il nostro metabolismo basale attivo. Così facendo, il nostro peso si manterrà costante. Anche su questo aspetto, è importante conoscere il proprio consumo metabolico e recarsi presso uno specialista per conoscere quante calorie bisogna consumare per perdere peso. Una cosa importante è quella di non saltare i pasti. E’ sbagliato pensare di non mangiare a pranzo per arrivare a stomaco vuoto agli appuntamenti di festa. Abbuffandoci, affaticheremo il nostro pancreas e la secrezione dell’insulina ci porterà ad avere sempre più fame.

Un altro consiglio è quello di non rinunciare agli spuntini come, ad esempio, la frutta secca che ci consente di arrivare con il giusto appetito senza abbuffarci. Il pranzo e la cena devono essere con tutte le portate previste ma con quantità moderate. Preferire la pasta fresca, con porzioni giornalieri che ci sono stati prescritti, con contorni di verdura.

Il pane potrebbe essere il troppo. Un bicchiere di vino e per il brindisi lo champagne, sempre con moderazione, non devono mancare. E’ fondamentale non abbandonare la colazione, perché ci permette di attivare il nostro metabolismo dopo il lungo digiuno notturno. Meglio il the del latte. Se rispettiamo queste regole, nelle due settimane di festa, introdurremo solo poche chilocalorie, circa  300 o 400 in più rispetto al nostro fabbisogno. Infine, cosa importantissima, non dimentichiamo mai di farci una bella camminata di un’ora, che ci consente di smaltire le calorie in eccesso.

 

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Il dott. Leonardo Giannattasio: l’azione dell’otorinolaringoiatra abbraccia più fasce d’età.

Giovane, ma con una grande preparazione che racconta già di una grandissima esperienza. Stiamo parlando del dott. Leonardo Giannattasio, otorinolaringoiatra, una gradita new entry al Centro Polimedico Eira.

Allora, dott. Giannattasio, quali sono le problematiche e patologie che sono maggiormente oggetto di cure?

E’ un campo molto vasto quello su cui interveniamo, che abbraccia numerose patologie sia di approccio clinico che chirurgico, sia frequenti che rare. Oltre alla più nota e comune patologia di naso, orecchie e cavo orale, ci sono numerose problematiche di competenza otorinolaringoiatrica meno conosciute e frequenti:

– patologie della laringe e della voce

– patologie benigne e maligne delle ghiandole salivari (parotide, sottomandibolare, sottolinguale e ghiandole salivari minori)

– patologie benigne e maligne della tiroide

– patologie vestibolari (vertigini)

– patologie del sonno

In tal senso, è possibile catalogare delle patologie in base alle differenti fasce d’età?

Ci sono problematiche più o meno frequenti in base all’età, e problematiche trasversali.

Nella popolazione pediatrica, le patologie di comune riscontro sono l’epistassi (sanguinamento nasale) e l’ipertrofia di adenoidi e tonsille, con conseguenti flogosi frequenti e russamento notturno patologico.

Per quanto riguarda i pazienti anziani,  il problema più comune è sicuramente quello della presbiacusia, con l’udito che perde progressivamente efficacia. In questi casi, spesso, l’ostacolo principale al trattamento è l’idea di indossare una protesi acustica, vissuta come un handicap limitante, concetto da ribaltare nel sentore comune.

Per gli adulti invece, sono diverse e variegate le problematiche su cui interveniamo. Vanno segnalate le patologie delle ghiandole salivari e della tiroide, queste ultime più frequenti nelle donne tra i 30 e 60 anni. Le disfonie, l’alterazione della capacità fonatoria, insorte per motivi professionali (insegnanti e giornalisti), psicologici e di abitudine al fumo di sigaretta. Riniti croniche di natura allergica o non allergica. Vertigini, problematica polispecialistica che necessita di attento inquadramento diagnostico.

Da segnalare infine è il reflusso faringo-laringeo, patologia sempre più frequente ad ogni età, dovuta a stili di vita frenetici e cattiva igiene alimentare, che si manifesta con un corteo sintomatologico variegato (tosse notturna, bruciore retrosternale, sensazione di corpo estraneo “in gola” ecc..)

Per tutte queste problematiche, al Centro Polimedico Eira, riserviamo una grandissima attenzione, e siamo pronti a suggerire a tutti i nostri pazienti la soluzione terapeutica migliore.

 

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