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Dott. Colamaria: Riconoscere e risolvere il problema dell’ernia del disco lombare

Sono problemi sempre più diffusi quelli della lombalgia e lombosciatalgia acuta o cronica e dell’ernia del disco lombare. Ne parliamo con il dott. Antonio Colamaria, specialista in neurochirurgia e Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Neurochirurgia del Policlinico di Bari. Il dott. Colamaria collabora con il Centro Polimedico “Eira”.

Di cosa si parla quando si tratta il tema della lombalgia e che differenza sussiste con la sciatalgia?

Diciamo immediatamente che la lombalgia altro non è che il comune “Mal di schiena” che interessa la regione lombare; può essere meridiana, cioè lungo la colonna vertebrale, parameridiana o laterale, da uno o entrambi i lati, quando è percepita lateralmente alla colonna vertebrale. La sciatalgia è invece un dolore che si irradia lungo uno od entrambi gli arti inferiori e che può essere associata a lombalgia. In tal caso si parla di lombo-sciatalgia.

Cosa si intende invece per Ernia del disco?

Per Ernia del disco si intende la migrazione del nucleo polposo attraverso le fibre dell’anulus e la sua eventuale migrazione al di fuori di esse. Questa compressione comporta sia una compressione meccanica delle strutture nervose sia una reazione infiammatoria con liberazione di vari fattori biochimici. Si parla invece di protusione discale quando il nucleo polposo non supera l’anulus. Molte ipotesi sono state fatte sui fattori predisponenti (sforzi ripetuti, posture sbagliate, scoliosi, difetti morfologici congeniti come la spondilolistesi, alimentazione, etc) ma nessuno è stato verificato scientificamente, tranne per il fattore traumatico sulla colonna vetebrale. Si calcola che circa l’80% della popolazione adulta abbia sofferto di lombalgia almeno una volta nella sua vita. Circa il 30% di questo gruppo ha sofferto di sciatalgia in modo più o meno ricorrente e per il 90% di quest’ultimo è stato necessario un trattamento medico o chirurgico. La maggiore incidenza si ha nella fascia d’età dai 30 ai 40 anni.

Che tipo di sintomatologia presenta?

Il quadro clinico inizia con un dolore lombare o lombosacrale. Successivamente, diventa più intenso ed inizia ad irradiarsi verso uno degli arti inferiori. In questo periodo compaiono le parestesie (formicolii) o disturbi della sensibilità con la stessa sede di irradiazione del dolore. La diagnosi si effettua con risonanza magnetica o Tac. Inoltre, L’elettromiografia è un ulteriore esame eseguito impiantando degli aghi lungo gli arti inferiori interessati, allo scopo di registrare i potenziali elettrici inviati. Per quanto riguarda infine il trattamento, l’ernia del disco è una patologia a prognosi generalmente favorevole. L’intervento chirurgico  consiste nell’asportazione del tessuto erniato che comprime la radice nervosa o il sacco durale, mediante tecnica miniinvasiva, e risolve i disturbi nell’80-85% dei casi consentendo il ritorno a tutte le attività. Negli ultimi anni si utilizzano, in casi specifici tecniche ulteriormente miniinvasive, come ad es:

Ozonoterapia:

I benefici derivanti dall’ozonoterapia per scopi curativi, in particolar modo per l’ernia del disco, sono stati ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica.

Che cos’è l’ozonoterapia?

L’ozonoterapia è un trattamento che utilizza l’ozono medicale (miscela di ossigeno e ozono) per curare diversi tipi di patologiema in particolare per risolvere, sia sotto l’aspetto biologico che biomeccanico, il problema delle protrusioni discali e dell’ernia del disco (ossia la fuoriuscita di parte del disco vertebrale). Questa terapia permette di ridurre significativamente l’infiammazione e il dolore e, in molti casi, evita l’intervento chirurgico.

In che cosa consiste la terapia?

La discolisi consiste nella somministrazione – tramite iniezione – dell’ozono medicale (in concentrazioni e quantità ben definite) in corrispondenza del disco intervertebrale, ossia il cuscinetto interposto tra una vertebra e l’altra, interessato dall’ernia. L’ozono-ossigeno attiva la disgregazione dei doppi legami di zolfo, di cui è ricco il contorno discale, e quindi permette la disidratazione del tessuto del disco intervertebrale. A seguito della riduzione di volume del disco diminuisce la pressione intradiscale, che rappresenta la causa dell’infiammazione e del dolor”.

Quali sono i benefici dell’ozonoterapia?

L’ozono medicale, a livello dei dischi, produce effetti benefici grazie alle sue proprietàantinfiammatorieanalgesiche e disidratanti.

Inoltre esso svolge un’azione rigenerante detta rivascolarizzazione peridiscale (ossia il disco ossigenato e nutrito viene riportato a nuova vita) e un’azione cicatrizzante, che agisce sull’infiammazione dei tessuti.

Quali sono i vantaggi di questo trattamento per l’ernia del disco?

ü  è innocua (utilizzando l’ossigeno non si corrono rischi di allergie o di altri effetti collaterali);

ü  non presenta controindicazioni per la sua applicazione;

ü  la percentuale di guarigione è del 90%;

ü  le recidive sono molto basse;

ü  non richiede successivamente periodi di convalescenza o di riposo; al contrario, il movimento facilita la guarigione e, di conseguenza, il paziente può tornare subito alle normali attività quotidiane;

ü  non richiede presidi ortopedici di alcun tipo

 

Discectomia endoscopica transforaminale (DET)

DET è una tecnica mini-invasiva della colonna vertebrale che utilizza un endoscopio per il trattamento dell’ernia del disco, della protrusione e degenerazione discale che sono causa di mal di schiena e sciatica.  La via chirurgica di accesso è transforaminale (laterale), evitando così le complicanze dell’accesso interlaminare. L’endoscopio permette un’incisione minima (8mm) per accedere al disco. I tessuti e muscoli sono semplicemente dilatati senza essere incisi. Ciò contribuisce a ridurre i danni ai tessuti, a diminuire il dolore post-operatorio e a consentire un recupero funzionale più rapido. Inoltre l’endoscopio consente una visualizzazione eccellente al fine di estrarre la parte del disco che è causa del dolore provato dal paziente.  La tecnica si avvale anche dell’utilizzo del laser e delle radiofrequenze. L’uso del laser permette l’apertura di una cavità nel disco con elevata precisione per facilitare la rimozione del disco erniato. Inoltre, questo strumento può essere usato per trattare escrescenze articolari (speroni) che possono comprimere le radici nervose (stenosi del recesso laterale). Inoltre la termomodulazione, utilizzando un elettrodo bipolare HFR può desensibilizzare terminazioni nervose, che sono fonte di dolore discogenico.